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sabato, aprile 25, 2009
Il mio diploma in fallimento è una laurea per reagire.
Si respira aria nuova e ha portato con sè un nuovo blog. Tanti saluti a paola87, che mi ha visto scriverne tante, troppe.
Chi volesse l'indirizzo del nuovo sito mi contatti.
Grazie ai lettori di sempre.
Ciao!
| Postato da paola87 alle 16:41 |
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martedì, aprile 21, 2009
Sì, su tutti gli altri. Per tutti gli altri. Tranne me.
| Postato da paola87 alle 22:07 |
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mercoledì, aprile 15, 2009
Finchè si scoprì che mi ero immaginata tutto. Che gli ultimi 5 anni erano solo frutto del lavoro del mio cervello. Che non c'era alcuna prova che potesse dimostrare che negli ultimi 5 anni fosse accaduto ciò che io pensavo potesse essere accaduto, se non fuori di me e di ciò che i miei neuroni mi continuavano a trasmettere. Allora forse il problema era semplicemente uscire da questo viaggio astrale. Smetterla di credere a cose che non posso dimostrare che ci fossero. Capire che in realtà tutta la mia vita è stato un ripetersi di giorni come oggi. Non è mai successo qualcosa di diverso. Cancellare anche questo con tutto il resto. Passare dall'immaginario alla realtà. Non sarebbe la prima asportazione chirurgica mirata nella mia memoria. E' che la devo smettere di immaginare le cose. Il passato non è reale.
| Postato da paola87 alle 19:13 |
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venerdì, marzo 13, 2009
La cosa peggiore è essersi arrese.
| Postato da paola87 alle 02:07 |
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domenica, marzo 01, 2009
L'uomo che cammina sui pezzi di vetro
dicono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore
e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla,
sotto l'angolo retto di una stella.
Niente a che vedere col circo,
nè acrobati nè mangiatori di fuoco,
piuttosto un santo a piedi nudi,
quando vedi che non si taglia, già lo sai.
Ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent'anni
e nelle pieghe della mano,
una linea che gira e lui risponde serio
"è mia"; sottindente la vita.
E la fine del discorso la conosci già,
era acqua corrente un pò di tempo fà che ora si è fermata qua.
Non conosce paura l'uomo che salta
e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride,
perchè ferirsi non è impossibile,
morire meno che mai e poi mai.

Insieme visitata è la notte che dicono ha due anime
e un letto e un tetto di capanna utile e dolce
come ombrello teso tra la terra e il cielo.
Lui ti offre la sua ultima carta,
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,
quando dice "È quattro giorni che ti amo,
ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito".
E non hai capito ancora come mai,
mi hai lasciato in un minuto tutto quel che hai.
Però stai bene dove stai. Però stai bene dove stai.
| Postato da paola87 alle 02:11 |
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sabato, novembre 15, 2008
Problemi di comunicazione.
Vivere in questo Paese è come vivere nel mondo del no-sense. Non credo che questo problema possa essere circoscritto alla sola Italia, ho idea che tutta le forme di comunicazione su questo globo abbiano questo problema, ma prenderò la comunicazione del Bel Paese (??) come esempio.
Essenzialmente partiamo dal punto che è ormai impossibile convincere chi non la pensa come te. Ogni dibattito o quasi si conclude con un "Vabbè tu la pensi così, io la penso in un altro modo", quando non degenera in una sorta di sfida dialogica tra pazzi. Non mi riferisco alla nostra classe politica, perchè quelli in realtà si capiscono benissimo tra loro, ma fanno finta di non capirsi mandando avanti quel teatrino penoso che sta sopra le nostre teste. Prendiamo le gente comune. Parlare di politica è ormai come parlare di religione, ossia si procede per assunti indimostrabili e si ignora qualsiasi forma di valore condiviso. Gli assunti indimostrabili ci sono forniti dalla nostra fede nei media (la televisione in primis). "Guarda che l'hanno detto sia a Matrix che a Porta a Porta" (come se la somma di due visioni più o meno distorte potesse fare una verità). Questo credo possa derivare dalla falsa idea di avere una reale forma di pluralità nel nostro sistema informativo. In realtà credo che si sottovaluti e di molto l'influenza che può avere un sistema mediatico controllato dalla classe al potere, alla quale è senza dubbio funzionale. E se anche non fosse, le fonti cui attingiamo non sono mai o quasi mai neutrali e ne siamo, nella nostra impreparazione di fondo, senza dubbio influenzati, dato che poi le fonti ce le scegliamo in base al nostro gusto ideologico. Il punto è che nelle nostre conversazioni tendiamo a ripetere ciò che abbiamo sentito, magari senza avere prove per supportare quanto diciamo. Del resto è ciò che fanno in tv. Tu inviti un esponente di destra e uno di sinistra a parlare della stessa cosa e rimani con l'idea che stiano parlando di cose completamente diverse. Nessuno che prenda un testo, lo analizzi punto per punto e sviluppi una riflessione scientifica e argomentata. Ci si sfida con assiomi indimostrabili opposti tra loro, come se non esistessero verità oggettive. Questo ci conduce dritti dritti al tunnel dell'incomunicabilità.
Prendiamo i cosiddetti decreti Gelmini e le proteste derivate. Accendi la tv e senti Mariastella che dice che lei gli studenti li capisce, ma che bisogna avere il coraggio di cambiare e che lei queste 2palle le sta tirando fuori. Allora tu dici "Beh sì in effetti l'università fa schifo, è ora di cambiare che la smettessero di difendere lo status quo", se sei uno che scrive commenti su Tgcom pensi anche "Andassero a lavorare queste zecche di merda". Poi se ci pensi, tu ne sei uscito "sano" da scuola e università, sono migliorabili ma non è che facciano così schifo da dover essere abbattute invece che risollevate.. ma comunque non importa. Senti parlare un manifestante e questo ti dice: "Ehi ma noi non vogliamo difendere lo status quo, vogliamo ristrutturare, vogliamo cambiare, ma questo non si può fare con i soli tagli". E poi senti un esponente di destra dire: "Ma noi non stiamo tagliando! Stiamo aumentando nel tempo! Tagliamo solo i rami marci". Per rami marci si intendono gli atenei con il bilancio in passivo, mentre quelli con il bilancio in attivo (in attivo poi perchè spesso non pagano ciò che dovrebbero pagare) sono tutti salvi. Ma allora tagliano o non tagliano? E se tagliano come lo fanno? Ora pare essere convinzione diffusa che questi tagli o presunti tali (c'è chi parla di riforma, ma la riforma nel senso effettivo della parola non si è ancora palesata) servano contro i cosiddetti baroni, gli studenti fuori corso e contro "l'ideologia del 18 politico per tutti". Questo è un assioma indimostrabile, eppure inculcato nelle menti di più della metà degli italiani, che trovano un piacere orgasmico nel ripeterlo senza prove. Tu puoi anche controbattere eh, per carità, il problema è che lo fai con altri assiomi indimostrabili e alla fine della conversazione si è detto tutto e il contrario di tutto e questo penso sia assolutamente funzionale a quelli che da là sopra ci pigliano tutti per il culo. Penso che il problema dai media si sia ormai trasferito alle nostre menti,. Oggi per avere una verità non bisogna dimostrarla. Ciò che vediamo e sentiamo è per noi realtà, pur non avendo magari nessun collegamento con il reale. Ciò che noi vediamo e sentiamo è più reale di ciò che è reale. I messaggi che ci bombardano il cervello sono reali, mentre il mondo delle cose è un accessorio che spesso non ha alcun collegamento con i messaggi ad esso riferiti. Tutto e il contrario di tutto possono essere presi come reali, non c'è più un riferimento empirico univoco e una verità univoca. Questa è diventata anche la nostra forma mentis. Se affermo qualcosa non mi preoccupo più di dimostrarla, è un messaggio che è in sè reale e che io ritengo più reale rispetto agli altri unicamente in base a una mia disposizione di fondo e non in base a una verifica empirica. Così ci combattiamo con messaggi "reali" e indimostrabili, nè ci preoccupiamo di dimostrarli. Provate a iniziare un discorso con pacatezza analizzando le basi punto per punto. Ora, è molto improbabile che due esseri umani più o meno nelle stesse condizioni di vita non abbiano un minimo di valori di fondo comuni... eppure, provate voi a costruire un ragionamento logico-scientifico partendo da questi valori di fondo, analizzando il problema, analizzando le soluzioni, con pacatezza e con uso dell'ingegno. E' diventato impossibile. Ben presto si verrà interrotti dall'irrompere di questi messaggi indimostrabili e qualsiasi criterio di scientificità verrà meno. Conversazioni che richiedono ordine per essere utili, si trasformano in caos dialogici. Nessuno vuole confrontarsi sul serio, nessuno vuole in fin dei conti ragionare, nessuno vuole cedere dalle proprie posizioni. Se prima era difficile convincere chi non la pensasse come te, credo che ormai sia proprio impossibile, pur partendo da una base di valori condivisa. Ognuno si costruisce e si lascia costruire una realtà artificiale e il collegamento logico con le cose viene perso. E' ovvio che si instauri incomunicabilità tra due persone che non hanno uno stesso concetto di ciò che è reale. Se io vedo una cosa verde e tu la vedi gialla sarà ben difficile capirci o volerci capire. Il problema è che questa cosa non può essere verde e gialla nello stesso tempo. Ha un suo colore reale/oggettivo che magari è il rosso, ma lo ignoriamo. Per me è reale che sia verde e per te è reale che sia gialla. E il nostro mondo diventa tutto un grosso artificio. Questo è il grave danno che ci stanno e ci stiamo facendo. Ci consegniamo alla totale incomunicabilità. Se anche uno poi volesse fare riferimento in ogni suo ragionamento a una realtà dimostrata e oggettiva non troverebbe molti disposti ad ascoltarlo e ad aiutarlo a ricostruire un modo di pensare diverso, un modo di pensare che sia un pensare "sul serio".
Temo che da questa situazione non ci sia già più via d'uscita. Se uno dovesse davvero in ogni istante della sua vita prendersi a cuore questo problema ne ricaverebbe il più profondo sconforto.



pubblicato anche su: http://anniaffollati.splinder.com/
| Postato da paola87 alle 17:03 |
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venerdì, ottobre 31, 2008
Scene dalla manifestazione anti-Gelmini a Bologna.
Sono sotto le due Torri e mi sto portando avanti lungo il corteo. Di fianco a me c'è una macchina della polizia, ma non mi accorgo che è in movimento fino a quando mi sento trattenere da un uomo in divisa.
"Scusa dobbiamo spostare la macchina.. non vorrei che.." e forse non vorrebbe nemmeno dire "non vorrei che ti investisse".. mi accorgo che sta pensando qualcosa del tipo "non vorrei che ti colpisse la macchina e dessero la colpa a noi e scoppiasse un casino enorme".
Mi giro e gli sorrido "Grazie!!" e lui sembra veramente stupito dalla mia reazione mentre contraccambia il sorriso.
| Postato da paola87 alle 12:25 |
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domenica, settembre 14, 2008
Ho appena letto nel mio assorbente (interessanti letture quelle che ci offre la Lines --> con quello che paghiamo ci mancherebbe che non allietassero in qualche modo questi tristi momenti da bagno) che l'arrivo del ciclo dovrebbe stimolare la mia creatività. Questo penso meritasse un post... visto come sono creativa?
Anche i brufoli e l'herpes mi si stanno disponendo molto creativamente nella faccia... questo fa di me una creativa pulp?
In realtà, poi, gli elementi ci sono tutti... la canzone giusta, la prima giornata di autunno in una Bologna pressochè deserta, la gente che parte e riparte, la gente che arriva e non la vorresti .. beh perlomeno è una cosa che sai di non volere e in questi momenti di confusione, di strade fatte per inerzia e di pavimenti da pulire con il culo, magari non è così male sapere qualcosa. Il bello è che la tua mente o se ne sa statica sotto al cuscino oppure parte in tutte le direzioni sbagliate che troveresti ne "Il libro delle direzioni sbagliate", proprio tutte, anche perchè chi può dirlo quali siano le soluzioni giuste. E intanto questo cambio di stagione miete le  sue tante vittime e tutti si guardano intorno per scegliere i pantaloni su cui vomitare, che poi quando vuoi vomitare a poco valgono le parole. Una volta ci ho provato a convincere una persona a non vomitare usando delle semplici frasi come "Non vomitare davanti a lui che ancora non l'hai sposato", ma non ha funzionato a lungo. In generale non è che sia proprio la persona che sa cosa dire in certe situazioni. Mi viene difficile pensare e rispondere:"Ma no il mondo non fa così schifo come dici". Il ruolo di salvatrice di anime non è quello che si addice di più... e nemmeno appaio più credibile quando dico tutto il contrario. Comunque uno non ci dovrebbe pensare e basta, questo è un pensiero troppo grande per le nostre menti.. se uno lo prendesse veramente, ma veramente, sul serio finirebbe per autoannientarsi e noi, non so perchè, non lo vogliamo. Non che la gente poi le prenda veramente sul serio queste cose, di solito le menti non sono così grandi da poter contenere questo tipo di consapevolezza. Comunque, non è questo ciò che sto vivendo. Più che altro mi dibatto tra il non vivere niente e il vivere male. Tra la sincerità più pura e il cinismo più calcolato o subito. Questo cinismo che ci salva tutti e che ci uccide tutti. A me piace quella storia della sincerità più pura, ma ci vogliono cuori grandi e anime forti che li sostengano più a lungo di qualche ora... guardandoci dentro, però, sappiamo di avere anime impaurite e cuori feriti. E' come un'epidemia questo cinismo che ci passiamo di mano in mano.  Allora quando uno sente di avere un'anima forte e un cuore grande e perciò vorrebbe vivere i sentimenti migliori, qualcuno corre a dargli la mano e lo contagia e questi grandi sogni e grandi sentimenti tornano a nascondersi negli angolini bui, mentre tutto si fa razionalmente giusto. I desideri si spengono come le candele tra due dita bagnate, perchè solo due mani tremanti non possono proteggere una fiamma. Ci meritiamo tutti di meglio (beh forse tutti no, a pensarci bene), ma siamo tutti così malati di paura da doverci sempre tenere a distanza. Vogliamo vogliamo e poi non vogliamo più niente e nel niente ci perdiamo, nel continuo non avere risposte nè da noi nè dagli altri.


E adesso che farò, non so che dire
e ho freddo come quando stavo solo
ho sempre scritto i versi con la penna
non ordini precisi di lavoro.


[...]

Canterò le mie canzoni per la strada
ed affronterò la vita a muso duro
un guerriero senza patria e senza spada
con un piede nel passato
e lo sguardo dritto e aperto nel futuro.
| Postato da paola87 alle 18:19 |
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venerdì, settembre 12, 2008
Comunque, a parte tutta questa sensazione di nebbie e temporali, sto diventando quel tipo di persona che non può più guardare telefilm doppiati in italiano senza sentirsi poco soddisfatta... chi l'avrebbe mai detto! Inglese vieni a me!
| Postato da paola87 alle 22:42 |
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sabato, settembre 06, 2008
Uau... ieri ho notato che alla Feltrinelli è nata una "Sezione arcobaleno" e da Melbook una sezione "Queer"!
Ora almeno i libri a tematica LGBTQ non finiranno più nella sezione -->erotismo<-- di fianco a Melissa P. (...)
Un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per la civiltà :P
| Postato da paola87 alle 13:20 |
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