Problemi di comunicazione.
Vivere in questo Paese è come vivere nel mondo del no-sense. Non credo che questo problema possa essere circoscritto alla sola Italia, ho idea che tutta le forme di comunicazione su questo globo abbiano questo problema, ma prenderò la comunicazione del Bel Paese (??) come esempio.
Essenzialmente partiamo dal punto che è ormai impossibile convincere chi non la pensa come te. Ogni dibattito o quasi si conclude con un "Vabbè tu la pensi così, io la penso in un altro modo", quando non degenera in una sorta di sfida dialogica tra pazzi. Non mi riferisco alla nostra classe politica, perchè quelli in realtà si capiscono benissimo tra loro, ma fanno finta di non capirsi mandando avanti quel teatrino penoso che sta sopra le nostre teste. Prendiamo le gente comune. Parlare di politica è ormai come parlare di religione, ossia si procede per assunti indimostrabili e si ignora qualsiasi forma di valore condiviso. Gli assunti indimostrabili ci sono forniti dalla nostra fede nei media (la televisione in primis). "Guarda che l'hanno detto sia a Matrix che a Porta a Porta" (come se la somma di due visioni più o meno distorte potesse fare una verità). Questo credo possa derivare dalla falsa idea di avere una reale forma di pluralità nel nostro sistema informativo. In realtà credo che si sottovaluti e di molto l'influenza che può avere un sistema mediatico controllato dalla classe al potere, alla quale è senza dubbio funzionale. E se anche non fosse, le fonti cui attingiamo non sono mai o quasi mai neutrali e ne siamo, nella nostra impreparazione di fondo, senza dubbio influenzati, dato che poi le fonti ce le scegliamo in base al nostro gusto ideologico. Il punto è che nelle nostre conversazioni tendiamo a ripetere ciò che abbiamo sentito, magari senza avere prove per supportare quanto diciamo. Del resto è ciò che fanno in tv. Tu inviti un esponente di destra e uno di sinistra a parlare della stessa cosa e rimani con l'idea che stiano parlando di cose completamente diverse. Nessuno che prenda un testo, lo analizzi punto per punto e sviluppi una riflessione scientifica e argomentata. Ci si sfida con assiomi indimostrabili opposti tra loro, come se non esistessero verità oggettive. Questo ci conduce dritti dritti al tunnel dell'incomunicabilità.
Prendiamo i cosiddetti decreti Gelmini e le proteste derivate. Accendi la tv e senti Mariastella che dice che lei gli studenti li capisce, ma che bisogna avere il coraggio di cambiare e che lei queste 2palle le sta tirando fuori. Allora tu dici "Beh sì in effetti l'università fa schifo, è ora di cambiare che la smettessero di difendere lo status quo", se sei uno che scrive commenti su Tgcom pensi anche "Andassero a lavorare queste zecche di merda". Poi se ci pensi, tu ne sei uscito "sano" da scuola e università, sono migliorabili ma non è che facciano così schifo da dover essere abbattute invece che risollevate.. ma comunque non importa. Senti parlare un manifestante e questo ti dice: "Ehi ma noi non vogliamo difendere lo status quo, vogliamo ristrutturare, vogliamo cambiare, ma questo non si può fare con i soli tagli". E poi senti un esponente di destra dire: "Ma noi non stiamo tagliando! Stiamo aumentando nel tempo! Tagliamo solo i rami marci". Per rami marci si intendono gli atenei con il bilancio in passivo, mentre quelli con il bilancio in attivo (in attivo poi perchè spesso non pagano ciò che dovrebbero pagare) sono tutti salvi. Ma allora tagliano o non tagliano? E se tagliano come lo fanno? Ora pare essere convinzione diffusa che questi tagli o presunti tali (c'è chi parla di riforma, ma la riforma nel senso effettivo della parola non si è ancora palesata) servano contro i cosiddetti baroni, gli studenti fuori corso e contro "l'ideologia del 18 politico per tutti". Questo è un assioma indimostrabile, eppure inculcato nelle menti di più della metà degli italiani, che trovano un piacere orgasmico nel ripeterlo senza prove. Tu puoi anche controbattere eh, per carità, il problema è che lo fai con altri assiomi indimostrabili e alla fine della conversazione si è detto tutto e il contrario di tutto e questo penso sia assolutamente funzionale a quelli che da là sopra ci pigliano tutti per il culo. Penso che il problema dai media si sia ormai trasferito alle nostre menti,. Oggi per avere una verità non bisogna dimostrarla. Ciò che vediamo e sentiamo è per noi realtà, pur non avendo magari nessun collegamento con il reale. Ciò che noi vediamo e sentiamo è più reale di ciò che è reale. I messaggi che ci bombardano il cervello sono reali, mentre il mondo delle cose è un accessorio che spesso non ha alcun collegamento con i messaggi ad esso riferiti. Tutto e il contrario di tutto possono essere presi come reali, non c'è più un riferimento empirico univoco e una verità univoca. Questa è diventata anche la nostra forma mentis. Se affermo qualcosa non mi preoccupo più di dimostrarla, è un messaggio che è in sè reale e che io ritengo più reale rispetto agli altri unicamente in base a una mia disposizione di fondo e non in base a una verifica empirica. Così ci combattiamo con messaggi "reali" e indimostrabili, nè ci preoccupiamo di dimostrarli. Provate a iniziare un discorso con pacatezza analizzando le basi punto per punto. Ora, è molto improbabile che due esseri umani più o meno nelle stesse condizioni di vita non abbiano un minimo di valori di fondo comuni... eppure, provate voi a costruire un ragionamento logico-scientifico partendo da questi valori di fondo, analizzando il problema, analizzando le soluzioni, con pacatezza e con uso dell'ingegno. E' diventato impossibile. Ben presto si verrà interrotti dall'irrompere di questi messaggi indimostrabili e qualsiasi criterio di scientificità verrà meno. Conversazioni che richiedono ordine per essere utili, si trasformano in caos dialogici. Nessuno vuole confrontarsi sul serio, nessuno vuole in fin dei conti ragionare, nessuno vuole cedere dalle proprie posizioni. Se prima era difficile convincere chi non la pensasse come te, credo che ormai sia proprio impossibile, pur partendo da una base di valori condivisa. Ognuno si costruisce e si lascia costruire una realtà artificiale e il collegamento logico con le cose viene perso. E' ovvio che si instauri incomunicabilità tra due persone che non hanno uno stesso concetto di ciò che è reale. Se io vedo una cosa verde e tu la vedi gialla sarà ben difficile capirci o volerci capire. Il problema è che questa cosa non può essere verde e gialla nello stesso tempo. Ha un suo colore reale/oggettivo che magari è il rosso, ma lo ignoriamo. Per me è reale che sia verde e per te è reale che sia gialla. E il nostro mondo diventa tutto un grosso artificio. Questo è il grave danno che ci stanno e ci stiamo facendo. Ci consegniamo alla totale incomunicabilità. Se anche uno poi volesse fare riferimento in ogni suo ragionamento a una realtà dimostrata e oggettiva non troverebbe molti disposti ad ascoltarlo e ad aiutarlo a ricostruire un modo di pensare diverso, un modo di pensare che sia un pensare "sul serio".
Temo che da questa situazione non ci sia già più via d'uscita. Se uno dovesse davvero in ogni istante della sua vita prendersi a cuore questo problema ne ricaverebbe il più profondo sconforto.
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